Intro poetica
“Sulla statale ionica, a Bocale , una stradina quasi invisibile si apre tra canneti e case, così stretta che ci può stare una persona alla volta.
Questa stradina conduce all’atelier di Tania Azzar, cui, per altro, si può accedere anche dal mare, risalendo una scalinata in pietra, in uno degli angoli più belli di questo tratto di costa.
Al visitatore smarrito di fronte a tante suggestioni, Tania mostra i suoi “gioielli”, creazioni in rame raffinate ed eleganti, dalle fogge più disparate, e , inoltre, una vasta gamma di opere pittoriche che spaziano dalla riproduzione di interni, ai ritratti, agli astratti, alle nature morte, e testimoniano la straordinaria versatilità di quest’artista che, all’ingresso di uno spazio espositivo poco distante ha scritto “open”, sia come invito alla visita, sia come indicazione di una sperimentazione continua.
Al punto che, chi volesse dare una chiave di lettura alle opere di Tania avrebbe non poche difficoltà: uno, nessuno, centomila. all’insegna di un identità che si spezzetta in infinite percezioni e costantemente si ricompone, secondo i dettami del “riprendere tempo, di creare una pausa, tra un movimento emotivo e l’altro, per restituire all’anima la propria integrità da cui ripartire per le successive realizzazioni. In questo movimento si inserisce la serie “Avvolto”, in cui, da un ripiegamento allusivo di una protezione ancestrale, si snoda un movimento ricco di plasticità corporea e pregnanza che trascende la fragilità.
O come nella serie “Rencontre”, scrittura automatica dell’emozione, che lascia il posto al bagno di colore dell’astratto e all’indefinito delle sue forme.
Ma altri punti mi preme sottolineare nell’analisi dell’arte di Tania. Il primo è la carnalità che si esprime nel cuore spaccato dei melograni, nella morbidezza dei volumi e nei colori accesi delle nature morte; il secondo è l’estrema affettività che emerge dai ritratti, punto di passaggio verso altre immagini: scale interne, uomo solitario che cammina, realtà intraviste oltre un arcata o una finestra, metafore di una ricerca dell’altro cui l’artista anela e su cui le piccole e delicate sculture che decorano e sostengono le pareti (alter ego dell’artista), danno con benevola ironia il loro assenso.” Rita Crisarà (scrittrice e ricercatrice)






Tania Azzar, Chi Sono?:
il principio
Nata a Reggio Calabria, da madre Parigina e padre Calabrese, cresco silenziosa, giocando e amando poco la scuola, inventando nuove regole e aspettando le estati in riva al mare.
I viaggi in Francia nella macchina calda, le lotte con mio fratello, l’affetto dei parenti lontani e tante opere d’arte e musei da visitare.
Le nostalgie del distacco e la pluralità identitaria mi abitavano sin da piccola per questo sono affascinata dalla psicologia e dal mondo interiore.
le scelte
Appena 18enne parto per studiare prima a Firenze, poi Torino, la laurea in psicologia, ispirazioni, incontri mi riconducono, dopo 10 anni, nella mia terra per riscoprirne i luoghi e valori.
Un piccolo atelier in riva al mare sulla costa Jonica, a Bocale, mi aspettava per incominciare la mia nuova avventura, avere un piccolo laboratorio dove far crescere la mia arte, soprattutto utilizzare il potere creativo per conoscermi e conoscere il mondo sfruttando a pieno il potere catartico delle forme d’arte.
La mia Arte
Da allora Faccio Arte, per afferrare momenti fugaci dell’esistenza, manipolo senza sosta materiali diversi tra loro, come l’argilla per plasmare corpi femminili o volti, l’olio per dipingere figure, paesaggi o astrazioni, l’acquerello e la china per fermare schizzi durante le mie passeggiate; forgiare il rame, per dare vita a monili ancestrali; vari attrezzi per lavorare il legno per creare la realtà che ho attorno, e chi più ne ha più ne metta in una costante sperimentazione con me stessa e con ciò che mi circonda per arrivare a toccare il senso più profondo delle cose.
Sono autodidatta, il mio è un lavoro di dialogo con la materia da manipolare per renderla più vicina a quello che la mia sensibilità sente affine a se’, in un incessante ricerca ossessiva di equilibrio ed armonia. Trasformo la realtà per farla mia, attingendo ad un energia sacra creativa in maniera spontanea e fluida.
L’ arte nelle sue svariate articolazioni mi ha mostrato il senso, sorreggendomi anche nei momenti in cui il senso non c’era ed è, per questo motivo, il sale della mia vita.
Laboratorio
Da Anni il mio Atelier-laboratorio è diventato tappa turistica ed esempio di valorizzazione territoriale, conta numerosi visitatori di varia provenienza.
Dal 2013 ho creato Asymmetric, una linea di monili in rame che privilegia la primitività delle forme, e rievoca echi ancestrali grazie allo stesso processo del manipolare la materia.
Dal 2015 scoprendo il territorio ho messo su una cartografia di schizzi a china ed acquerello di vari borghi abbandonati della Calabria.
Lavoro nella decorazione muraria di interni ed esterni per la valorizzazione di aree abbandonate, collaboro con enti pubblici e privati.



